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La malia della paidaimonia

Lo so. Manco da più di un mese – non so contare- e non so neanche più scrivere. Studio, mille esami da dare, da circa 6 NCFU (NonCiFaiUtili) ciascuno, sebbene il quantitativo sarebbe da 1000, ma va bene. Casi della vita. Ritorno a contare i fili d’erba per un tweet che ho letto poco fa.

Penso fosse una directioner, ma andiamo con ordine. Sono curioso, e ogni volta che apro Tweeter do un’occhiata ai trend. E devo dire che ogni singolo giorno almeno un paio riguardano qualche cantante che non superi i 20 anni. #Directionerperlabarbadimerlino #bilibersperlacannadibieber con tanto di automutilazione delle braccia. Siamo arrivati al sacrificio rituale perché il proprio dio rimanga tale. Tam religio…

Ma ma la summa theologica  risiede nella frase “sono la ragione delle nostre vite.” Non mi interessa criticare, prendere in giro o insultare questi ragazzi, sinceramente il punto è un altro.

Una volta si sarebbe detto che il cantante X ha un ruolo molto importante nella mia vita e che certamente con i suoi testi mi è stato molto vicino. O che ha avuto un ruolo importante per la mia cultura. Ma addirittura conferire lo stato di Dio-creatore di vita? E se i One-direction si sciogliessero, ad esempio? Cosa accadrebbe alla vita delle loro fan?

Non è il caso di paragonarli a Band come Queen o Beatles: nessuno può sapere se lasceranno un traccia indelebile nella storia della musica o meno. Ma il fatto stesso che l’idolo sia, guarda caso, poco più grande di loro ma che su di loro esercita il fascino del ragazzo maturo, non tanto da essere un padre, mi pone davanti alla seguente domanda: Amano l’ideale trasmesso o il corpo che le trasmette?

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Pagliuzze nell'arcobaleno

Tanto perché sono originale e parlo sempre di tante cose. Finalmente abbiamo un nuovo governo, la cui età media si è abbassata di due giorni rispetto ai governi precedenti. In questi giorni ha suscitato, il buon senso esiste ancora, parecchie perplessità la candidatura dell'onorevole Biancofiore alle pari opportunità. Nulla di strano anche se per una volta se ci fosse un uomo a promuovere queste benedette pari opportunità non è che farebbe un soldo di danno, anzi.

Il problema sono le sue fantastiche dichiarazioni in materia LGBT. Ve l'ho detto che sono molto originale.

 "Purtroppo qualcuno nasce con una natura diversa, tra l'altro una natura che non ti fa avere una vita facile"

Sembra riprendere Freud laddove, rispondendo ad una madre americana che chiedeva se l'omosessualità fosse curabile, diceva di no, sebbene non fosse un comportamento vantaggioso socialmente (chissà perché!).
Stessa caratura culturale. Peccato che la vita gliela rendono difficile una serie di persone che per essere uomini devono essere almeno in cinque per picchiarne uno. Strano visto che in genere questi futuri nobel per la pace ritengono certi individui non uomini, ma donne mancate. E qui veniamo ad un altro punto. E' mia convinzione credere che chi discrimina gli omosessuali (le lesbiche non esistono di per se stesse, sono un mezzo per favorire il desiderio del vir minchionis) , non abbia una grande idea del genere femminile. Le caratteristiche di un omosessuale non possono essere riconducibili a loro, questo manderebbe in tilt la loro virilità, e dunque sono le medesime di una donna (Cambio di genere del nome, e poi in generale l'appellativo di prostituta, per fare due esempi) e associandoli ad una posizione di sottomissione alla loro virilità. Questo modo di vedere le cose, se avallate, legittima una supremazia basata solo da ciò che si ha in mezzo alle gambe, che non è garante di civiltà quanto potrebbe esserlo una istruzione superiore, o, più in generale, di una cultura tollerante che favorisce l'integrazione.

Fidatevi di me, l'uomo ha due grandi organi, cervello e pene, fantastici. Ma il nostro problema è il sangue: non ce n'è abbastanza per tenerli accesi tutti e due contemporaneamente.

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La corsa al Quirinale - Sfera Pubblica

Condivido un'articolo molto bello di una mia amica, 

"Governare a chi non è chiaro viene da greco kubernao, che letteralmente significa “reggere il timone”, una metafora meravigliosa oltraggiata da un fare politica scorretto."

http://www.sferapubblica.it/sfere-le-opinioni/la-corsa-al-quirinale/#.UXEF96IwqYV

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Diritto di cittadinanza: un "punto" che scotta

Diritto di cittadinanza: un "punto" che scotta

Il tema della cittadinanza agli immigrati è stato uno dei più dibattuti in campagna elettorale: il PD, attualmente titolare della maggioranza assoluta in una delle due Camere, non ha mai fatto mistero di voler optare per un riconoscimento della cittadinanza italiana a chiunque fosse nato nel territorio della Repubblica.

L'attuale legge in vigore, infatti, riconosce la cittadinanza fin dalla nascita a chi discende da cittadini italiani (ius sanguinis) e permette l'acquisizione della cittadinanza agli stranieri nati e cresciuti in Italia subito dopo la maggiore età, previa richiesta dell'interessato.

Fatto questo breve quadro, si può capire chiaramente quanto potenziale attrito possa genere una tematica del genere, per di più riconfermata centrale nel progetto politico del PD con la sua inclusione all'interno dei famigerati 8 punti.

Inoltre, per dovere di completezza, va anche segnalato come le proposte del centrosinistra vadano a comprendere anche una semplificazione delle procedure di rilascio del diritto di cittadinanza per gli immigrati in genere, a prescindere dal loro luogo di nascita e dalla loro pregressa cittadinanza.

Sarebbe utile capire come si possa solo pensare di poter imporre questo punto programmatico alla luce dell'attuale situazione politica, che vede proprio il PD ostaggio di due partiti come PDL e M5S dichiaratamente contro lo ius soli.

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Enrica Antonini
Io sono assolutamente per lo ius soli. Quantomeno in via di principio, in quanto non vedo cosa debba impedire, a una persona nata ... Leggi tutto
Sabato, 23 Marzo 2013 17:31
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Lettera aperta a Beppe Grillo

Oggi sul Times è uscita questa intervista a Beppe Grillo, sintetizzata e tradotta dal Globalist.it, qui.

Ho letto tutta l'intervista (in inglese) che si trova in calce all'articolo del Globalist.it che invece ne sintetizza solo alcuni punti e ho potuto notare la genuinità della sintesi e della traduzione in italiano.

Dice Grillo all'intervistatore del Times: "There’s a rule in our movement. We don’t make agreements with parties. Whoever joined our movement signed on to this. If you enter into a movement like this, it’s a rule you agreed to. There’s nothing to decide. If you go play soccer, do you say you want to score goal with your hand? No, it’s only with your foot. Accept the rules."

Che viene così tradotto: "C'è una regola nel nostro movimento: noi non facciamo accordi con i partiti. Chiunque ha aderito al nostro movimento l'ha sottoscritta. Se tu entri in un movimento come questo, c'e' una regola che hai accettato. Non c'è niente da decidere. Se tu giochi a calcio, dici che vuoi segnare un goal con la mano? No, si segna con il piede. Si accetta la regola".

Non cito questa frase perché la ritengo la più importante dell'intervista né voglio, attraverso questa frase, enucleare l'intero contenuto dell'intervista che potete tranquillamente andare a leggervi nella sua interezza, cito questa frase perché credo che qui si trovi esattamente il nucleo della mia critica al MoVimento.

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Sfoghi elettorali #1 Il Movimento a 5 stelle: déjà vu?

Beppe Grillo è stato l'unico capace, in una campagna elettorale fatta di conventions condite da truppe cammellate, di riportare entusiasmo per la politica: vedere le piazze di molte città importanti frequentate da un grande numero di persone non è altro che la dimostrazione che, quando ci sono passione e genuinità, la politica è vissuta intensamente dagli stessi cittadini.

Ma entusiasmo e genuinità bastano per governare un paese?

Sappiamo bene quanto sia difficile saper far funzionare la macchina pubblica e quanto sia quasi proibitivo farlo senza delle precise competenze, ergo siamo sicuri di poterci affidare a dei ragazzi, bravi, onesti, puliti, ma sostanzialmente poco capaci?

Qualcuno dirà che per ovviare a queste lacune ci sono delle strutture costituite ad hoc presso ogni istituzione...sì, verissimo, ma sappiamo anche, in un processo dialettico ideale-reale, che il c.d. personale ausiliare amministrativo è spesso il peggior nemico di qualsiasi politico.

Mi sono sempre risposto che comunque un tentativo potesse essere fatto e che sbagliassi a voler porre certe precondizioni come necessarie: magari, semplicemente, le cose potrebbero andare in un altro modo.

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Enrica Antonini
Senza contare che a me la favola del "gente normale = gente per bene" non mi ha mai convinta.
Lunedì, 11 Febbraio 2013 21:33
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