fbpx

Allez les filles, au travail!

Allez les filles, au travail!
Schermata 2015-11-15 a 18.11.22

Il 30 ottobre 2013 Valeria Solesin, pubblicò un interessante articolo su www.neodemos.info. 

In Europa, l’attività femminile è stata promossa fin dagli anni ’90 attraverso la Strategia Europea per l’occupazione (SEO). Obiettivo delle Istituzioni Comunitarie è favorire l’occupazione femminile in tutte le fasi del ciclo di vita, ed in particolare nei momenti considerati “rischiosi”, che coincidono con l’arrivo dei figli. Benché la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia fortemente aumentata nell’Unione Europea, importanti differenze tra paesi continuano a persistere. Gli Stati dell’Europa del Nord sono caratterizzati infatti da alti tassi di occupazione femminile e da una fecondità che si mantiene elevata. Al contrario, negli Stati dell’Europa del Sud, bassi tassi di attività professionale femminile, si coniugano a bassi livelli di fecondità (OCDE, 2011).Una tale opposizione si riscontra ugualmente tra Francia e Italia. Nel 2011, il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 20 e i 64 anni è infatti del 65% in Francia, contro 50% in Italia. Sempre nel 2011, l’indicatore congiunturale di fecondità è di 2 figli per donna in Francia, mentre in Italia è di appena 1,4 (ISTAT, 2012).Eppure questi due paesi sono relativamente simili in termini demografici: entrambi con una popolazione di circa 60 milioni di abitanti (considerando la sola Francia Metropolitana), e con una speranza di vita alla nascita comparabile. Condividono inoltre aspetti culturali, quali la religione cattolica, e geografici, essendo uniti da 515 km di frontiera. Anche l’organizzazione del mercato del lavoro sembra rispondere a una logica simile: relativamente rigido in entrambi i paesi, tuttavia in Italia protegge maggiormente i lavoratori che appartengono alle categorie “tipiche” (come l’industria).Alla luce di tali informazioni sembra logico domandarsi come mai due paesi vicini possano distinguersi così profondamente in termini di fecondità e di partecipazione femminile al mercato del lavoro. Una possibile spiegazione è che in Italia, più che in Francia, persista una visione tradizionale dei ruoli assegnati all’uomo e alla donna.

Il lavoro, per chi? Le opinioni di italiani e francesiI dati dell’indagine European Value Study del 2008 descrivono dei forti contrasti nelle opinioni di francesi ed italiani riguardo la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.Alla domanda “E’ probabile che un bambino in età prescolare soffra se sua madre lavora fuori casa”, il 76 % degli italiani e delle italiane dichiara di essere “molto d’accordo” o “abbastanza d’accordo”. Si tratta di solo il 41 % nel caso delle francesi e dei francesi. Anche alla domanda “Una madre che lavora fuori casa può stabilire un rapporto caldo e sicuro con i figli quanto una madre che non lavora” gli italiani mostrano un atteggiamento più tradizionale dei vicini oltralpe. Tra gli italiani e le italiane solo il 19% si dichiara “molto d’accordo” con l’affermazione, mentre tale percentuale raggiunge il 61% nel caso dei francesi e delle francesi.In Italia esiste dunque un’opinione negativa rispetto al lavoro femminile in presenza di figli in età prescolare. In Francia, invece, il lavoro femminile è incoraggiato in tutte le fasi del ciclo di vita, anche in presenza di figli piccoli. Per tale ragione sembra ragionevole pensare che in Italia, più che in Francia, la partecipazione delle donne al mercato del lavoro possa essere influenzata dall’età e dal numero di figli.

Chi sono le donne che lavorano in Francia ed in Italia?Stando ai dati dell’Indagine Labour Force Survey del 2011, in entrambi i paesi, il tasso di occupazione delle donne senza figli è sistematicamente superiore di quello delle donne con figli. In Italia però, la situazione sembra più drammatica poiché, nella fascia di età compresa tra i 25 e i 49 anni, lavorano il 76% delle donne senza figli, contro 55% delle donne con figli. In Francia, invece, tali percentuali raggiungono l’81% nel primo caso e il 74% nel secondo.Inoltre, in Italia, il tasso di occupazione femminile risulta influenzato dalla grandezza della famiglia: esso decresce all’aumentare del numero di figli. In Francia, invece, l’occupazione femminile varia solo marginalmente in presenza di uno o due figli nel nucleo. Tuttavia, in entrambi i paesi, vivere in un nucleo famigliare composto da tre figli o più, mette in serio pericolo l’attività professionale delle donne. In Italia, infatti, nella fascia di età 25-49 anni, solo il 42% delle donne con tre figli sono attive occupate, tale percentuale aumenta a 60% in Francia.Benché in Italia esista un’opinione negativa rispetto al lavoro femminile in presenza di figli piccoli, il tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare è inferiore di soli 6 punti percentuali rispetto a quello delle donne senza figlia di età inferiore ai sei anni (61% contro 55%). In Francia, invece, a fronte di un’opinione positiva sul lavoro femminile durante tutte le fasi del ciclo di vita, il tasso di occupazione diminuisce profondamente in presenza di figli piccoli (80% delle donne senza figli di meno di sei anni sono attive occupate, contro 66% delle madri con figli di meno di sei anni). In questo paese, infatti, esistono delle misure per la conciliazione famiglia-lavoro che permettono a donne (e uomini) di cessare – momentaneamente – la loro attività professionale.

Per concludereIn un contesto europeo in cui si promuove l’occupazione femminile non si possono ignorare le conseguenze dell’arrivo dei figli sull’attività professionale delle donne. Se da un lato, infatti, l’Italia fatica a raggiungere l’obiettivo, sancito dal trattato di Lisbona, di un’occupazione femminile al 60%, si nota che anche in Francia, paese assai più performante, l’occupazione delle donne sia ancora sensibile all’età e al numero di figli presenti nel nucleo famigliare. E’ per questo motivo che appare auspicabile una maggiore condivisione delle responsabilità familiari e professionali tra le donne e gli uomini in entrambi i paesi.

Continua a leggere
  1200 Visite
  0 Commenti

Tor Vergata career day, promuovi il tuo talento

Tor Vergata career day, promuovi il tuo talento

Torna per l’ottava edizione l’appuntamento dedicato alle possibilità di carriera per promuovere il tuo talento e diventare il nuovo leader di domani: il Tor Vergata career day.

L’evento Campus&Leaders&Talents è organizzato dall’Ufficio Laureati “Desk Imprese” dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, in collaborazione con ALET, l’Associazione che riunisce i laureati in Economia dell’Università Tor Vergata, e anche quest’anno ospiterà imprese e istituzioni per parlare di formazione e professioni, ma soprattutto per offrire concrete opportunità di lavoro a tutti i partecipanti.

La manifestazione è dedicata a laureati e studenti di tutte le Facoltà, che avranno l’opportunità non soltanto di incontrare i responsabili delle risorse umane delle aziende partner dell’evento, ma anche di seguire seminari di orientamento e di partecipare ai primi colloqui di lavoro.

I career day sono davvero un’ottima occasione per incontrare le grandi aziende e i responsabili del personale, ma anche per ascoltare testimonianze e seguire seminari utili nei futuri colloqui di lavoro.

Puoi partecipare per consegnare il tuo CV o semplicemente per raccogliere informazioni, quel che è certo è che andare al career day resta una delle cose da fare prima di finire gli studi o appena usciti dalle facoltà universitarie.

Continua a leggere
  1207 Visite
  0 Commenti

La gioia della laurea diventa un quadro

La gioia della laurea diventa un quadro

Il momento della laurea è uno dei più belli che si possano vivere: rappresenta il raggiungimento di un importante obiettivo personale e l’ingresso in una nuova fase della propria vita. Per questo il momento in cui ci si sente chiamare per la prima volta dottori rimane sempre molto impresso nella mente degli studenti. I sentimenti spesso però sono contrastanti: da una parte il successo e il senso di libertà dell’aver conseguito l’obiettivo, dall’altra un po’ di malinconia per la vita universitaria che presto sarà un ricordo, la vicinanza dei compagni e tutte le emozioni che il percorso universitario permette di vivere.

Come tutti i momenti che sentiamo fondamentali per la nostra crescita, anche per la discussione della tesi, se a porte aperte, e la proclamazione a dottori gli studenti sono spesso accompagnati dalla presenza della famiglia e degli amici, pronti a festeggiare con e ad immortalare ogni istante fotografandoli. Sarà un piacere nei giorni e anche negli anni a venire ricordare le emozioni di quel giorno sfogliando le fotografie scattate.

Per non perdere le foto più belle della laurea è sempre più comune realizzare album fotografici: fotolibri che raccolgono tutti gli scatti di quel giorno. Non pensate ai vecchi album con le fotografie incollate manualmente alle pagine, oggi gli album sono sempre più professionali: le fotografie vengono stampate da tipografie specializzate direttamente sulle pagine dell’album e, talvolta, anche sulla copertina, sono quindi veri e propri libri.

Lo scatto più bello del giorno della laurea può anche essere trasformato in un quadro. Esistono infatti numerosi servizi, anche online, di stampa poster: la fotografia viene stampata in formato poster sui più svariati materiali, tra cui la tela pittorica che trasforma la foto in un dipinto.Per le vostre fotografie della laurea provate ad esempio CEWE che permette di ordinare la stampa in formato poster direttamente dal sito web e dà la possibilità di personalizzarla inserendo testi e motivi decorativi oppure realizzando un collage di più foto.

Da oggi fino a fine 2014, potrete stampare il vostro poster di laurea usando il buono sconto riservato ai nostri lettori.

10CEWE14 – 10 euro di sconto- Valido su tutte le stampe di poster e tutte le altre categorie di prodotto tranne le foto semplici (stampa foto) - Nessun ordine minimo30CEWE14 – 30 euro di sconto- Valido per Poster e Fotolibri - Ordine minimo 150 euro
  2648 Visite
  0 Commenti

La formazione post-universitaria

La formazione post-universitaria

Cosa fare una volta terminata l’università? La formazione al giorno d’oggi non finisce mai, la richiesta di corsi professionalizzati post-laurea è in continua crescita perché anche dopo la laurea è sempre più sentita l’esigenza di aggiornarsi.

 

Se siete alla ricerca di un corso di formazione in Roma esistono moltissime realtà formative che offrono corsi di specializzazione. Per orientarsi è molto importante aver ben chiaro in testa non solo il profilo professionale a cui si aspira, ma soprattutto quali sono le skills più richieste dal mondo del lavoro.

 

I siti di annunci online possono poi essere molto utili per conoscere quali corsi di formazione sono attivi in zona. Provate ad esempio a navigare su Bakeca.it: il famoso sito di annunci ha una sezione dedicata ai corsi professionali e permette di visualizzare in particolare i corsi di formazione a Roma.

Continua a leggere
  1320 Visite
  0 Commenti

10MILA. E OLTRE.

10MILA. E OLTRE.

MIRIADE: nell’antico sistema numerale greco, cifra corrispondente a diecimila unità.Nel linguaggio comune moderno, numero grandissimo, quantità sterminata.

Noi questo traguardo lo abbiamo raggiunto anche insieme a te e vogliamo festeggiare offrendoti da bere. Abbiamo deciso di non pagare l'affitto di Marzo pur di offrirti un calice di vino. Ci sfratteranno, lo sappiamo, ma saremo contenti di aver offerto da bere a tutti coloro che passano di qui.

Cosa vi offriamo? Un bicchiere di vino, rosso o bianco, a tua scelta, versato dalla bottiglia o spillato dalla botte.

Dove ve lo offriamo? Presso Hop&Pork - Le Cantine del Re  a Viale Ciamarra 25, che tutti sapete dove si trova (c'è una mappa sotto, per chi si orienta come un criceto.)

Quando ve lo offriamo? Giovedì 27 marzo, dalle ore 18:00 alle ore 21:00 (occhio che gli inquilini ci tirano l'acqua da sopra)A chi offriamo? I primi cento che commentano qui sotto confermando la propria presenza.

Continua a leggere
Commenti recenti
Flaminia Federico
Non potrei mai mancare!!!
Domenica, 23 Marzo 2014 21:45
Melko
Non mancherò!
Lunedì, 24 Marzo 2014 00:19
Carmen Anastas
Presenteee!!
Lunedì, 24 Marzo 2014 13:15
  3028 Visite
  19 Commenti

#ricordaGuaraldo

#ricordaGuaraldo

«Non legga avidamente. Legga con lentezza. E quando finalmente incontra una grande immagine, per carità di Dio, chiuda il libro. Non vada avanti. Se la goda un po’, quella immagine. Se la porti a letto, al bagno, al ristorante. Non se la lasci scappare. Ci giochi un po’. La stravolga se necessario. La modifichi a suo piacimento. Se ne appropri. A questo serve la letteratura»

Più o meno un anno fa ci lasciava Enrico Guaraldo, professore di Letteratura Francese presso la nostra Università. Universitor ricorda con queste sue poche parole, la figura del Maestro ed è lieta di ricordare a tutti che nella giornata di giovedì verrà intitolata alla sua memoria l'aula T12B.Approfondimenti: Scritture Brevi ricorda Guaraldo (Prof.ssa Francesca Chiusaroli) - Immaginazione, la vera sapienza (Corriere.it)

Tag:
  1596 Visite
  0 Commenti

Ritorno alle origini... CVD

Dopo i primi due post sulle #scritturebrevi in francese (vista la mia permanenza oltralpe - cliccate qui e qui), torno alle origini. Dopotutto l'Italia ci piace, no?

Non so per quale motivo mi è venuto in mente l'acronimo "CVD" in italiano... non è per via di una passione per la matematica, ma ho avuto il flash nella mia testa. Viste la mia scarsa cultura scientifico-matematica, chiedo aiuto a Wikipedia per quanto riguarda la spiegazione di base dell''acronimo "CVD": (cito) "è una polirematica che viene posta abitualmente al termine di una dimostrazione matematica, per segnalare che la validità di un teorema è stata definitivamente dimostrata".

Ma a noi non interessa la parte scientifico-matematica (anche perché non saprei come argomentare), quindi andiamo alla sezione che prevede come sia diventata "un modo di dire della lingua italiana": "La diffusione di Come volevasi dimostrare nella pratica scolastica ha determinato il suo successo nell'italiano parlato, e nel lessico giornalistico, dove l'espressione viene usata in senso parodico, per sottolineare ironicamente, a posteriori, la prevedibilità di un determinato fatto o la veridicità di un'affermazione cui altri non volevano credere."

Mi viene in mente una domanda: se facessimo un sondaggio, quante parlanti italiani utilizzerebbero realmente questo acronimo? Forse il mio 'entusiasmo' all'inizio del post è un po' scemato... ma si tratta in ogni caso di un contributo al progetto #scritturebrevi...

N.B. vista sempre la mia permanenza oltralpe... Wikipedia fornisce anche una tabella con le (eventuali) equivalenti traduzioni di CVD nelle altre lingue e ce n'è una per il francese... CQFD = ce qu'il fallait démontrer... ora, stiamo a vedere quanti francesi usano quest'acronimo nella lingua corrente...

  1076 Visite
  0 Commenti

…avete ricevuto un invito? RSVP!

RSVP

Abitare in Francia* ‘da straniera’ ti fa osservare con un occhio più analitico molte sfumature linguistiche che i nostri cugini transalpini (lo dicono tutti e, per una volta, voglio dirlo anch’io!) danno per scontato. Sono a stretto contatto con i francesi ogni giorno (perché sì, per quanto possibile sto evitando come la peste ogni contatto con i miei connazionali per immergermi il più possibile nell’ambiente linguistico francofono – se no cosa sono venuta a fare?!) e mi accorgo che, ovviamente, parlano la loro lingua materna in un modo connaturato (come noi l’italiano del resto) e non si pongono molte domande che uno straniero si pone (o almeno potrebbe porsi – insomma, io me le pongo).

I francesi sono abbastanza fissati/ossessionati con le sigle e gli acronimi (e i miei studenti a scuola mi hanno fatto notare che lo siamo anche noi, nonostante mi sembri che vincano loro su questo punto) e ne ho già dato un primo esempio qui scegliendo un tema ‘gggiòòvane’. Ora preferisco tornare al ‘classico’ e intramontabile RSVP.

Visualizzate la scena: Siete a casa, in un pomeriggio primaverile in cui le condizioni metereologiche fanno pensare a tutto fuorché alla primavera (fin qui è tutto vero, non vedo un termometro che segna temperature sopra ai 10°C da almeno 20 giorni…!). Vi rilassate sul divano con una bella tazza di tè (anche fin qui è tutto vero – sono dispiaciuta per i non amanti del tè ma io sono una grande bevitrice… di tè!) e un buon libro (in francese in questo caso – su, fate uno sforzo!). [Disclaimer!Da qui comincia la parte inventata tipo film!] Improvvisamente suonano alla porta ed è il fiorista che vi sommerge con un immenso bouquet (lo so, avrei potuto scrivere ‘mazzo’ ma, situandosi la scena in Francia, utilizziamo la lingua locale) di fiori (presumibilmente da un ammiratore segreto – sapete come sono le donne in questi casi!). Ebbene sì, non è il vostro compleanno, né il vostro onomastico, né un’altra ricorrenza particolare. Quindi… [calma e sangue freddo] notate che il bouquet in questione è accompagnato da un biglietto sul quale è scritto il vostro nome a caratteri dorati, in rilievo (ok, sto esagerando). Aprite il biglietto (avrei voluto scrivere “con mani tremanti” ma nove parole fa avevo detto che l’avrei smessa e poi farebbe troppo romanzo dell’800 – abbandonereste tutti la lettura del mio post… e poi cavolo, siamo nel 2013 e stiamo parlando di scritturebrevi, vogliamo scrollarci di dosso la polvere dei secoli!?) e trovate un messaggio (in francese ma noi, per comodità, lo tradurremo): “Ti ho vista alla fermata del tram (avevamo detto di tornare con i piedi per terra nel 2013, no?) e vorrei invitarti a cena la prossima settimana. Spero accetterai. RVSP” Tralasciando i dettagli di come l’ammiratore sconosciuto in questione abbia reperito il vostro indirizzo (senza denunciarlo per stalking) e di come voi effettivamente farete a rispondere all’invito a cena (forse nel biglietto vi ha lasciato un numero di telefono, un indirizzo email… un account Twitter!? Ok, si vede che come scrittrice di romanzi rosa faccio acqua da tutte le parti!), concentriamoci sull’acronimo: RSVP.

Potrei quasi scommettere che ci sarebbe una percentuale, seppur marginale, di francesi (e non solo - ma noi siamo in Francia, ricordate) che forse non saprebbe cosa significhi per esteso perché sono persone che scrivono spesso RSVP ‘per inerzia’, perché lo hanno sempre scritto alla fine di un invito, di una richiesta… Sta di fatto che ‘sti francesi lo scrivono ovunque, per qualsiasi avvenimento, su qualsiasi supporto più o meno tecnologico (lettera, post-it, sms, email, messaggio sulla bacheca di Facebook, tweet…): invito a colazione/brunch/pranzo/merenda/spuntino/cena, invito a matrimonio/comunione/cresima/battesimo, invito ad una festa di compleanno/festa di inaugurazione di una nuova casa (si chiama fête crémaillère ed è molto alla moda!), invito a teatro/cinema/Opéra (da leggere con l’accento sulla ‘a’!), invito all’inaugurazione di una mostra/un evento.

Quindi, la morale della storia è che i francesi ci tengono molto al loro RSVP quindi, anche se ricevete un sms nel bel mezzo dell’ora di punta sulla metropolitana di Parigi all’incrocio di quattro linee e di due RER e non avete assolutamente voglia di tornare a casa, prepararvi in fretta e furia per riuscire super eleganti dopo una stancante giornata di lavoro… “Répondez, s’il vous plaît”!

Continua a leggere
  1186 Visite
  0 Commenti

Diritto di cittadinanza: un "punto" che scotta

Diritto di cittadinanza: un "punto" che scotta

Il tema della cittadinanza agli immigrati è stato uno dei più dibattuti in campagna elettorale: il PD, attualmente titolare della maggioranza assoluta in una delle due Camere, non ha mai fatto mistero di voler optare per un riconoscimento della cittadinanza italiana a chiunque fosse nato nel territorio della Repubblica.

L'attuale legge in vigore, infatti, riconosce la cittadinanza fin dalla nascita a chi discende da cittadini italiani (ius sanguinis) e permette l'acquisizione della cittadinanza agli stranieri nati e cresciuti in Italia subito dopo la maggiore età, previa richiesta dell'interessato.

Fatto questo breve quadro, si può capire chiaramente quanto potenziale attrito possa genere una tematica del genere, per di più riconfermata centrale nel progetto politico del PD con la sua inclusione all'interno dei famigerati 8 punti.

Inoltre, per dovere di completezza, va anche segnalato come le proposte del centrosinistra vadano a comprendere anche una semplificazione delle procedure di rilascio del diritto di cittadinanza per gli immigrati in genere, a prescindere dal loro luogo di nascita e dalla loro pregressa cittadinanza.

Sarebbe utile capire come si possa solo pensare di poter imporre questo punto programmatico alla luce dell'attuale situazione politica, che vede proprio il PD ostaggio di due partiti come PDL e M5S dichiaratamente contro lo ius soli.

Continua a leggere
Recente commento in questo post
Enrica Antonini
Io sono assolutamente per lo ius soli. Quantomeno in via di principio, in quanto non vedo cosa debba impedire, a una persona nata ... Leggi tutto
Sabato, 23 Marzo 2013 17:31
  974 Visite
  1 Commento

Vie de jeune prof #3

Sorridente

Cari lettori di TorBloggata,

Siamo soltanto a martedì ma ho già due episodi da raccontare. Il primo è più simpatico (se non ci si lascia abbattere dall'interesse assente per l'argomento della lezione), il secondo "fa bene all'anima"...

Ieri, lunedì 18 marzo:

Avevo previsto di analizzare alcuni spot pubblicitari (le immagini, lo scopo, gli slogan, la colonna sonora). Cominciamo a guardare la prima (lo spot della Fiat 500 Pop con Jennifer Lopez) in cui nessuno parla visto che è tratto dal videoclip della canzone che è la colonna sonora. La peculiarità è che nessuno parla e che ci sono delle scritte in inglese in sovraimpressione (se perdete un minuto di tempo a guardarlo sarà la prima cosa che noterete). Chiedo agli alunni: "Che cosa notate? Non si tratta di una tipica pubblicità italiana... no?"...silenzio di tomba...Un alunno alza la mano: "Ha cambiato gli occhiali, Madame?"Buongiorno -.-

Di seguito la versione originale francese dalla mia bacheca di Facebook:

Continua a leggere
  1286 Visite
  0 Commenti