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Madrid come Helsinki

Accade a Madrid che comincio a frequentare, con circa un mese di ritardo rispetto all’inizio delle lezioni, il corso di “Ergonomía y Deporte” all’università. Mi presento, avviso la professoressa che sono italiana e che quindi magari mi perderò qualche frase per strada, e via. Scopro che, anziché studiare un libro o una dispensa come si fa di solito, dobbiamo organizzare delle ricerche di gruppo sui temi che compongono il programma, condividerne i risultati con tutti gli altri, mettere tutto insieme e così, ottenere una specie di dispensa autoprodotta dagli studenti.

Dico ok. Che ne so come fate qua. Se lo devo fare, lo faccio.
E invece scoppia la protesta. Mailing list tra i compagni corso, lamentele, ma soprattutto raccolta firme portata ai piani alti della facoltà. Perché non è normale che non esista il materiale su cui studiare. Perché non si fa così.

Dico se vabbè, figurati…
L’ultima volta che ho provato a lamentarmi a Roma, ho fatto l’esame 3 volte e alla fine ho accettato un 20.

La faccio breve.
Ci hanno riuniti stamattina. Hanno cambiato il professore. Ci hanno detto che si ricomincerà il programma analizzando i temi più importanti, e che l’esame verterà esclusivamente sugli argomenti analizzati a lezione, considerando che manca poco più di un mese alla fine dei corsi. E se ci sono problemi, chiamateci, ditecelo.

Dico minchia.

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Benvenuto Erasmus

Benvenuto Erasmus

Universitor apre le porte alla sezione Erasmus ed ha deciso di accoglierla proprio qui sul blog, per dare voce a tutti gli studenti che stanno o che vorrebbero vivere questa avventura.

Per le questioni burocratiche (affronteremo anche quelle, attraverso le nostre esperienze) il sito http://torvergata.llpmanager.it/studenti/ è più o meno esaustivo.
Ma se volete conoscere più da vicino questo mondo credo siate nel posto giusto.
Quindi mettetevi comodi e..buona lettura!!
 
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Tor Vergata quiz

Oggi ho sostenuto due esami per i quali avevo studiato parecchio, e non ne ho superato neanche uno. 
Ma non è questo il problema. O meglio, non solo.

Non potrò sostenere questi due esami al secondo appello, perché il professore in questione (caso unico in tutto il corso di laurea) ha deciso di applicare la legge del salto d'appello. E va bene. Non me la prendo nemmeno per questo. Ne ha facoltà.

Me la prendo per il fatto che, se avessi superato uno dei due esami, allora sì che avrei avuto accesso al secondo appello.
Ma me la prendo perché, al suddetto secondo appello, avrei dovuto risostenere anche l'esame che avevo superato.
E me la prendo perché, se avessi preso 30 e Lode ad uno dei due esami, ma zero all'altro, avrei comunque dovuto risostenere entrambi

Me la prendo anche perché, in mancanza (ipotesi) di due ore di frequenza alle lezioni il docente impedisce agli studenti di fare l'esame. Tuttavia gli è sufficiente che, nell'anno accademico successivo, questi studenti recuperino queste due ore, che ne so, alla prima lezione, per essere a posto. Con la differenza che è passato un anno di università nel frattempo. Dunque NON è una questione di contenuti, non si tratta di completezza di informazioni e di nozioni che si otterrebbe seguendo almeno il 60% delle lezioni. Si tratta solo di pedanteria. 

Tutto questo nel silenzio di chi permette che tutto questo accada, e che questo gioco a quiz simile a un pre-serale di Mediaset vada in scena.
E non provate a prendervela con noi studenti, perché sapete tutti, perfettamente, cosa può succedere agli studenti che danno fastidio prima di aver fatto l'esame.
Anno domini 2013.
Succede a Tor Vergata.

 

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