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Per dire.

"Che figata! Non farai niente, te divertirai na cifra!" - dicevano.

7 corsi seguiti.

17 test.

16 pratiche.

7 esami.

Escludendo quelli recuperati che, ovviamente, non sono mancati.

Tutti in un'altra lingua.

 

Che ne dite, la smettiamo di pensare che in erasmus non si fa una beata minchia?

Forse il discorso cambia per gli studenti stranieri che scelgono l'Italia come meta erasmus. Di certo non hanno tutte queste prove da superare per superare un esame. Ma all'estero il sistema universitario è stato riformato, sapete, stanno al passo coi tempi, LORO.

E probabilmente cambia anche per chi non ha tutta questa fretta di laurearsi. Però a loro ricordo anche che bisogna convalidare un minimo di crediti, altrimenti tutti i soldi spesi per divertirsi dovranno, ahimè, essere restituiti al ritorno dalla "vacanza" che ti "regala" l'università.

Con questo non voglio neanche spaventare chi sta per affrontare questa fantastica esperienza. Si impara tantissimo e sinceramente il problema della lingua si risolve in fretta. L'unica difficoltà che ho avuto è che chiaramente per leggere una pagina in spagnolo ho impiegato molto più tempo rispetto ai miei compagni. Soprattutto all'inizio, in cui dovevo anche cercare le parole sul dizionario.

In particolare, chi studia informatica e derivati deve sapere che gli spagnoli traducono tutti i termini tecnici inglesi, per cui se ti parlano di 'uifi' o 'cacé', per esempio, non è immediato capire che si riferiscono al wifi o alla memoria cache.

Vabbè. Ci sentiamo tra qualche giorno, quando inizierò a preparare i bagagli. 

"¡No te vayas!" - dicono.

 

 

 

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