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Parte generale: cos è la filologia, la filologia germanica, il filologo, la Vinland Map, volunta auctoris e collazione.
Storicità del segno linguistico, metodo comparativo, F. Bopp, R. Rask, J. Grimm.
Ricostruzione dell’indoeuropeo: arbitrarietà naturale del segno linguistico, regolarità dei mutamenti fonetici, concordanza lessicale-morfologica-fonologica, ricostruzione della vocale, fonemi dell’indoeuropeo comune.
Le lingue e le popolazioni germaniche: tripartizione in base al criterio geografico (Schleicher) e in base alla lingua parlata (Tacito), bipartizione gotonordico e germanico occidentale, bipartizione germanico orientale e germanico nordoccidentale, tappe principali della protostoria delle tribù germaniche.
Caratteristiche delle lingue germaniche: prima e seconda mutazione consonantica, alternanza grammaticale, introduzione di un accento intensivo e protosillabico, trattamento diversificato di alcune vocali indoeuropee, confusione dei timbri ă-ŏ e ā-ō, sviluppo delle sonanti indoeuropee liquide e nasali, ĕ+nasale+consonante, comparsa della nuova vocale ē2, vocale breve+nasale+H, particolare utilizzo delle alternanze apofoniche nella flessione verbale (verbi forti), preterito debole con suffisso in dentale, riduzione dei tempi e dei modi verbali, riduzione dei casi, flessione in N per alcuni sostantivi, doppia flessione dell’aggettivo.
Risvolto morfologico dello scadimento delle sillabe finali nella flessione verbale.
Il verbo essere dal punto di vista diacronico.