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  3. Mercoledì, 29 Giugno 2011
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DIZIONARI DI TEDESCO

- Dizionario pocket (19x13,5cm) italiano/tedesco - tedesco/italiano (310 pagine con paradigmi verbi forti), mai usato, ottimo per principianti (5€).

- Dizionario pocket (19x13cm) monolingua tedesco/tedesco della Langenscheidt (630 pagine con anche disegni, esercizi, informazioni su cultura e mentalità dei Paesi germanofoni, grammatica, paradigmi verbi forti, ...), mai usato, ottimo per il terzo anno (8€).

*

FILOLOGIA GERMANICA (prof.ssa Guerrieri)

- Appunti presi a lezione per il modulo A dell’a.a. 2009/2010 –copiati e stampati al computer- (€10), argomenti:
[ul]Parte generale: cos è la filologia, la filologia germanica, il filologo, la Vinland Map, volunta auctoris e collazione.
Storicità del segno linguistico, metodo comparativo, F. Bopp, R. Rask, J. Grimm.
Ricostruzione dell’indoeuropeo: arbitrarietà naturale del segno linguistico, regolarità dei mutamenti fonetici, concordanza lessicale-morfologica-fonologica, ricostruzione della vocale, fonemi dell’indoeuropeo comune.
Le lingue e le popolazioni germaniche: tripartizione in base al criterio geografico (Schleicher) e in base alla lingua parlata (Tacito), bipartizione gotonordico e germanico occidentale, bipartizione germanico orientale e germanico nordoccidentale, tappe principali della protostoria delle tribù germaniche.
Caratteristiche delle lingue germaniche: prima e seconda mutazione consonantica, alternanza grammaticale, introduzione di un accento intensivo e protosillabico, trattamento diversificato di alcune vocali indoeuropee, confusione dei timbri ă-ŏ e ā-ō, sviluppo delle sonanti indoeuropee liquide e nasali, ĕ+nasale+consonante, comparsa della nuova vocale ē2, vocale breve+nasale+H, particolare utilizzo delle alternanze apofoniche nella flessione verbale (verbi forti), preterito debole con suffisso in dentale, riduzione dei tempi e dei modi verbali, riduzione dei casi, flessione in N per alcuni sostantivi, doppia flessione dell’aggettivo.
Risvolto morfologico dello scadimento delle sillabe finali nella flessione verbale.
Il verbo essere dal punto di vista diacronico.[/ul]
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[ul]Parte generale: cos è la filologia, la filologia germanica, il filologo, la Vinland Map, volunta auctoris e collazione.
Storicità del segno linguistico, metodo comparativo, F. Bopp, R. Rask, J. Grimm.
Ricostruzione dell’indoeuropeo: arbitrarietà naturale del segno linguistico, regolarità dei mutamenti fonetici, concordanza lessicale-morfologica-fonologica, ricostruzione della vocale, fonemi dell’indoeuropeo comune.
Le lingue e le popolazioni germaniche: tripartizione in base al criterio geografico (Schleicher) e in base alla lingua parlata (Tacito), bipartizione gotonordico e germanico occidentale, bipartizione germanico orientale e germanico nordoccidentale, tappe principali della protostoria delle tribù germaniche.
Caratteristiche delle lingue germaniche: prima e seconda mutazione consonantica, alternanza grammaticale, introduzione di un accento intensivo e protosillabico, trattamento diversificato di alcune vocali indoeuropee, confusione dei timbri ă-ŏ e ā-ō, sviluppo delle sonanti indoeuropee liquide e nasali, ĕ+nasale+consonante, comparsa della nuova vocale ē2, vocale breve+nasale+H, particolare utilizzo delle alternanze apofoniche nella flessione verbale (verbi forti), preterito debole con suffisso in dentale, riduzione dei tempi e dei modi verbali, riduzione dei casi, flessione in N per alcuni sostantivi, doppia flessione dell’aggettivo.
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Storicità del segno linguistico, metodo comparativo, F. Bopp, R. Rask, J. Grimm.
Ricostruzione dell’indoeuropeo: arbitrarietà naturale del segno linguistico, regolarità dei mutamenti fonetici, concordanza lessicale-morfologica-fonologica, ricostruzione della vocale, fonemi dell’indoeuropeo comune.
Le lingue e le popolazioni germaniche: tripartizione in base al criterio geografico (Schleicher) e in base alla lingua parlata (Tacito), bipartizione gotonordico e germanico occidentale, bipartizione germanico orientale e germanico nordoccidentale, tappe principali della protostoria delle tribù germaniche.
Caratteristiche delle lingue germaniche: prima e seconda mutazione consonantica, alternanza grammaticale, introduzione di un accento intensivo e protosillabico, trattamento diversificato di alcune vocali indoeuropee, confusione dei timbri ă-ŏ e ā-ō, sviluppo delle sonanti indoeuropee liquide e nasali, ĕ+nasale+consonante, comparsa della nuova vocale ē2, vocale breve+nasale+H, particolare utilizzo delle alternanze apofoniche nella flessione verbale (verbi forti), preterito debole con suffisso in dentale, riduzione dei tempi e dei modi verbali, riduzione dei casi, flessione in N per alcuni sostantivi, doppia flessione dell’aggettivo.
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Storicità del segno linguistico, metodo comparativo, F. Bopp, R. Rask, J. Grimm.
Ricostruzione dell’indoeuropeo: arbitrarietà naturale del segno linguistico, regolarità dei mutamenti fonetici, concordanza lessicale-morfologica-fonologica, ricostruzione della vocale, fonemi dell’indoeuropeo comune.
Le lingue e le popolazioni germaniche: tripartizione in base al criterio geografico (Schleicher) e in base alla lingua parlata (Tacito), bipartizione gotonordico e germanico occidentale, bipartizione germanico orientale e germanico nordoccidentale, tappe principali della protostoria delle tribù germaniche.
Caratteristiche delle lingue germaniche: prima e seconda mutazione consonantica, alternanza grammaticale, introduzione di un accento intensivo e protosillabico, trattamento diversificato di alcune vocali indoeuropee, confusione dei timbri ă-ŏ e ā-ō, sviluppo delle sonanti indoeuropee liquide e nasali, ĕ+nasale+consonante, comparsa della nuova vocale ē2, vocale breve+nasale+H, particolare utilizzo delle alternanze apofoniche nella flessione verbale (verbi forti), preterito debole con suffisso in dentale, riduzione dei tempi e dei modi verbali, riduzione dei casi, flessione in N per alcuni sostantivi, doppia flessione dell’aggettivo.
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