Caro Professore, vorrei capire definitivamente qual era il criterio di ammortamento da usare alla prova in itinere, sia per il punteggio della stessa, sia per i futuri esercizi.
Oggi lei ha detto che il più giusto era quello a quote costanti, mentre io credevo quello proporzionale alla produzione.
Il vocabolario Zanichelli riporta:
"Approssimativamente" = in modo approssimativo.
E poi dice:
"Approssimativo" = che si avvicina al vero.
Quindi abbiamo appurato che il famoso avverbio voleva dire che la domanda era (in modo vicino, non proprio uguale) quella scritta nella tabella dell'esercizio.
Ora analizziamo l'esercizio della prova in itinere. Diceva che la domanda era "approssimativamente" quella della tabella, quindi vicina al vero. Ma come potrebbe essere proprio quella vera? Forse solo se stiamo lavorando su commessa sappiamo esattamente quantro produrre, ma questo non lo diceva l'esercizio, quindi era più che logico pensare che l'avverbio famoso fosse riferito all'umana imperfetta capacità di prevedere il futuro!
Se ci pensiamo qualsiasi analisi di marketing è incerta.
Assunto che quindi l'avverbio non poteva dare veramente nessun indizio sulla scelta dell'ammortamento, andiamo a leggere le dispense.
Dicono che l'ammortamento proporzionale alla produzione può essere applicato solo "a posteriori", in quanto necessita di informazioni non note in fase di investimento.
Abbiamo quindi appurato che in nessuno degli esercizi fatti in aula poteva essere applicato tale ammortamento, in quanto la domanda su cui ci siamo sempre basati era sempre una previsione fatta a priori (in fase di investimento appunto: stiamo decidendo il numero delle macchine o no?).
Andiamo però a rivedere l'esercizio N° 3 fatto in aula: avevamo una domanda che andava da 72.000 a 300.000 unità, quindi MOLTO variabile.
Abbiamo applicato proprio l'ammortamento proporzionale alla produzione, che però (a giudicare dalle dispense e da quanto sentito oggi in aula) non si può MAI applicare a priori.
Quindi non possiamo che concludere che non è proprio vero che l'ammortamento proporzionale non si può applicare a priori: dato che in aula lo abbiamo fatto, era logico pensare che fosse uno dei candidati.
Escluso che si potesse usare quello accelerato (dato che non veniva detto che la domanda fosse incerta), perchè usare quello a quote costanti quando la domanda non era affatto costante? Non variava certo come nell'esercizio N° 3, però variava, e noi non sappiamo "quanto" deve variare per giustificare l'uno invece che l'altro... Alcune migliaia di unità mi sono sembrate sufficienti in sede di svolgimento della prova per applicare l'ammortamento proporzionale alla produzione.
Tanto più che in un altro esercizio usato per prepararci c'era una domanda identica di anno in anno, quindi l'eventualità di domanda costante esiste, e non era il caso dell'esercizio della prova.
Ora: qual è l'errore del mio ragionamento?
Non sarebbe più giusto dare lo stesso punteggio ai due ammortamenti probabili, e in ogni caso avallare quella scelta come buona?
Sperando di non avervi sfiancato e di essere stato chiaro,
Tachis