E' il primo post che faccio in questo forum, nonostante siano mesi che lo leggo e mi ci documento. Intanto, scusate se ho sbagliato sezione, ma non ho trovato una sezione dove collocare "proteste" o cose del genere. Siete comunque liberi di spostarmelo, ma se intendete cancellarmelo magari avvisatemi prima che faccio una copia.
Voglio partire da una frase che ha detto egli stesso in aula ieri: "se non vi piace il mio modo di insegnare, dovete dirmelo. Se nessuno mi dice niente, come faccio a capire se c'è qualcosa che non va?". Giustissimo, direi.
Ho aperto questo topic perchè sono veramente arrivato al limite. Non riesco più a tollerare una situazione del genere e mi sta causando davvero parecchi problemi.
Il problema è che il prof. Pettorossi non sa insegnare.
Le sue lezioni sono dei deliranti sproloqui filosofici riguardanti sue vicende personali, prese in giro verso noi studenti, aneddoti particolari, racconti di vita, spiegazione di teoremi matematici e fisici che non riguardano neanche lontanamente la sua materia, e via dicendo.
Voglio premettere che lo stimo molto perchè è un uomo culturalmente davvero molto preparato, che probabilmente sa e dice cose giuste quando dice che studiare non è imparare a memoria ma elaborare in modo personale tutto ciò che si acquisisce con il tempo.
Fatta questa premessa, io sono uno studente fuoricorso, poichè dovrei stare al 3° anno, ma sto ripetendo il 2° in quanto mi sono preso il famoso "anno sabbatico". Detto questo, avrete già capito che è il secondo anno che frequento le lezioni del prof. Pettorossi, anche se l'altr'anno ho preferito dare gli altri esami perchè più facili e meno corposi.
Non c'è quasi nulla di utile nelle cose che dice a lezione al fine del superamento dell'esame. E quelle poche cose che dice, le ricorda male, e se le ricorda bene, le spiega male e a volte neanche conclude i discorsi.
Già la sua materia è completamente inutile per noi informatici, in più lui non dà UNO che sia UNO stimolo per farci piacere questa materia.
Il problema non è solamente che non mi fa piacere questa materia, ma che non ci dà neanche l'insegnamento giusto per superare il suo esame, che diventa un terno al lotto.
Invece di parlarci di quello che dobbiamo sapere, ci parla di teoremi matematici, astrofisici, fisici, meccanici, e poi ci dice che non sappiamo niente e che siamo solo capaci a vendere fumo (sono già 2 giorni che lo dice).
Io sinceramente ne ho abbastanza. Non riesco a provare interesse in questa materia e non riesco neanche a studiarla come dovrei, perchè mi riesce difficile capire certe cose e lui non è in grado di spiegarcele a dovere.
I suoi libri sono in inglese, e fortunatamente IO ho una buona base di inglese, per cui riesco abbastanza bene a tradurre e studiare contemporaneamente. Ma a volte ci sono dei concetti che già sono contorti in italiano, figuriamoci in lingua straniera.
Sono già diverse volte che "provo" ad andare a lezione, ma inesorabilmente vado via mezz'ora o un quarto d'ora prima della fine perchè non riesco più a tenere il ritmo.
Vengo quindi al dunque:
sono intenzionato a muovermi in una di queste 3 direzioni, e gradirei che qualcuno mi desse un consiglio o semplicemente un'opinione (anche se è d'accordo o no con il mio discorso) a riguardo:
1) Soluzione diplomatica: parlarne con lui. Ma servirà a qualcosa?
2) Soluzione che esige la partecipazione di un numero significativo di persone: fare un esposto al consiglio di facoltà.
3) Soluzione drastica: fare un esposto al preside della facoltà di ingegneria.
Probabilmente, e mi allaccio alla prima cosa che ho detto, per correttezza dovrei parlarne prima con lui. E poi SE non cambiano le cose, fare un esposto a chi di dovere.
Però ho bisogno di sapere se il problema è SOLO MIO o anche di altri studenti, che magari come me si ritrovano a portarsi dietro quest'esame per molto tempo.
Grazie e scusate il dilungamento.
P.S. Se una questione del genere è già stata posta in qualche vecchio topic, mi scuso per la ripetizione, e se qualcuno vuole segnalarmi quella discussione, sono ben lieto di leggerla e prenderne atto.