Ricordo come se fosse oggi, quel giorno in cui ho deciso iscrivermi ad Economia a Tor Vergata. Una facoltà in genere impegnativa, ma che nella seconda università romana è il fiore all'occhiello, uno dei punti di riferimento a livello nazionale.
Quel giorno in cui metto piede in una casa in affitto, sistemo le mie cose, non ho ancora libri e quaderni, solo penne e valigie.
Non solo però.
L'idea finalmente di appartenere a me stesso, di effettuare una decisione importante, di rendermi utile in parallelo agli studi che da lì a poco avrei iniziato.
Era il 6° anno di Universitor.
Prima ancora di sedermi in quell'aula, dove era in onda "economia aziendale" con docente la 6° laureata in assoluto ad Economia Tor Vergata, entro nell'auletta 18 dell'edificio didattica di Ingegneria. E' amore a prima vista e come tutti gli amori porta gioie e sofferenze.
Sentivo a pelle che mi avrebbe regalato esperienze, amicizie, responsabilità, voglia di condividere, una vita validamente alternativa a quella prettamente librosa, bancosa, sediosa ed esamosa che ti offre l'università italiana.
Pensavo a qualcosa di innovativo, l'ho trovata.
Le difficoltà non mancano, i tempi stretti tra gli esami da un lato, l'impulso a voler evadere e riuscirci dall'altro, niente di meglio che offrirsi a questa stupenda realtà, distinta e lontana da quelle ovvie e politiche che si trovano con la presunzione di darti spazio, ma sempre basate su ideologie, condizionamenti e vincoli.
Idee, spirito di iniziativa, gruppo e coesione, un laboratorio di proposte, la Voce degli studenti di Tor Vergata, questa è Universitor.
Con queste qualità non si può essere di passaggio.