
Non è una novità, ma ora lo confermano anche i dati ISTAT:
se volete avere la certezza di trovare un lavoro al termine dell'università, studiate ingegneria o architettura.
I dati parlano chiaro. A Milano, a tre anni dalla laurea il
95% di coloro che hanno conseguito il titolo al Politecnicio hanno un lavoro (il 97% degli architetti e il 93% degli ingegneri). Se consideriamo che a marzo la disoccupazione tra i giovani è al 28,2%, è una percentuale impressionante. Dati simili provengono anche dalle università di Torino e di Bergamo.
Ma gli ingegneri non trovano lavoro solo nel nord Italia. Basta analizzare il dato della Sapienza di Roma, uno dei più grandi atenei d'Italia e d'Europa per numero di iscritti e di laureati. Anche lì, quasi il 90% dei laureati in ingegneria o architettura trova facilmente lavoro, contro una media d'ateneo del 66%. Idem al Politecnico di Bari.
Il motivo di questo trend positivo? Semplice. La richiesta di ingegneri a livello europeo è di gran lunga superiore all'offerta. Ottenere la laurea in ingegneria non è facile, il percorso è lungo e pieno di diffioltà, ma gli sforzi pagano in termini occupazionali.
Curiosità: le ragazze in media si laureano al Politecnico più in fretta e con voti migliori dei colleghi maschi. La percentuale femminile di iscritti nei politecnici è circa del 20%, e sono forse quindi più motivate.
Insomma, che sia un lavoro autonomo o che sia in una grande azienda, in termini occupazionali converrebbe seguire una di queste due strade.
Ma è giusto secondo voi scegliere il proprio percorso di studi solo ed esclusivamente in base a ciò che
conviene fare?